
Le previsioni meteo non erano certo incoraggianti: pioggia e temporali per tutta la mattinata. Ma la meteorologia non è ancora una scienza esatta, e così ci siamo lasciati guidare dalla nostra passione. La passione per la natura, per la bici, e per quella voglia irrefrenabile di scoprire spazi aperti che sfidano l'orizzonte, lontani dalle strettezze della città. π΄βοΈπΏ
E non poteva andarci meglio! Il sole ci ha accolto, illuminando una giornata perfetta con il mare d'inverno che mostrava tutte le sue sfumature di indaco. ππ
La Riserva Naturale di Monte Cofano è una bellezza rara. Incorniciata nell'ampio golfo di Macari, con all'estremità Capo San Vito e le sue scogliere che si tuffano a picco nel mare, sembra un luogo fuori dal tempo. La piana che scende da Castelluzzo è rimasta incontaminata per molti anni, punteggiata da poche costruzioni, mentre ulivi e mandorli abbondano, creando uno scenario autentico. La vista è semplicemente stupefacente, arricchita dai silenzi, interrotti solo dal fruscio del vento e dal rollio delle onde (e qualche "ronzino delle api"). πΏππ
Il percorso attorno a Monte Cofano non è tecnicamente percorribile in bicicletta in tutto il suo sviluppo. Alcuni tratti richiedono di spingere la bici, cosa decisamente sconsigliabile sotto il sole estivo.
In effetti, il regolamento della riserva vieta il transito alle biciclette. Tuttavia, data la stagione invernale e la scarsa affluenza di visitatori, in questa occasione ci è stato concesso di accedere con le nostre bici. Comprendiamo che la condivisione del sentiero con i podisti possa essere complicata in alcuni punti, ma sarebbe davvero fantastico se il divieto potesse essere rivisto. Magari si potrebbe identificare un percorso alternativo per le bici, con l'obbligo di proseguire a piedi nei tratti più difficili. Un compromesso che permetterebbe a tutti di godere di questo spettacolo naturale, rispettando sia gli altri che l'ambiente. π΄βοΈπ€π

Partenza in grande stile con "Il sol dell'avvenire" .... anche se le nuvole incombono all'orizzonte.








Dalla strada che porta a San Vito Lo Capo, ci avventuriamo nella piana tra Castelluzzo e il mare. Grazie al maestro Talamo, un autentico GPS umano degli sterrati siciliani, ci troviamo su un percorso sterrato che sembra uscito da una cartolina: ulivi, mandorli e quel silenzio autunnale che fa quasi dimenticare la salita che ci siamo appena lasciati alle spalle.






Come accennato all'inizio, l'accesso alla riserva è vietato ai ciclisti. Un vero peccato! Il percorso è impegnativo, come potrete notare dalle foto e dai video, ma ha un potenziale enorme. Con un po' di buona volontà, questo angolo del nostro territorio potrebbe diventare una meta imperdibile per gli appassionati di gravel e MTB di tutta Europa. Un’occasione persa, almeno per ora, per valorizzare un patrimonio naturale che meriterebbe di essere vissuto anche su due ruote.
















Dopo una breve sosta, con le nuvole che cominciano a diventare sempre più minacciose, ci prepariamo ad affrontare Monte Sparacio. Con i suoi 1.111 metri, questa vetta domina l’intera costa, da San Vito Lo Capo fino a Erice. Il nostro obiettivo, però, si ferma a quota 900 metri, da dove ci attende una discesa decisamente tecnica che ci riporterà al punto di partenza.
Il percorso è davvero spettacolare, soprattutto per chi ama i passaggi impegnativi. All'inizio eravamo un po' incerti: avevamo tracciato il percorso solo sulla mappa, senza sapere esattamente cosa ci aspettasse. Ma devo dire che è fattibile e vale assolutamente la pena, a patto di evitare il rischio di un temporale in agguato!
Alla fine siamo arrivati al Castello di Baida senza intoppi. Appena il tempo di caricare le bici in macchina, ed ecco che un diluvio biblico ci accompagna per tutto il ritorno a Palermo. Tempismo perfetto, no? Alla prossima avventura!











π₯ E per concludere in bellezza, ecco il video del nostro mitico Beppe Linus! π΄βοΈπͺ Non perdetevelo, perché c'è da divertirsi! ππ¬
P.S.= Per motivi di copyright delle musiche il video potrebbe non essere disponibile. Lo trovate a questo link: BeppeLinusVideo
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