Gibellina: Capitale dell'Arte Contemporanea

Pubblicato il 16 febbraio 2025 alle ore 19:09

Poche opere riescono a evocare una tragedia come il Cretto di Burri, un monumento di cemento che racconta, con la sua immobilità, la distruzione che colpì Gibellina nel 1968.

Fra i numerosi artisti che, a titolo gratuito, aderirono alla visione del sindaco Ludovico Corrao, Burri scelse di non ricostruire, ma di conservare la memoria: ingabbiò le macerie della vecchia città in un’immensa colata di cemento, trasformandole in un'opera senza tempo.

Oggi, il Cretto si staglia nel paesaggio come un’enorme cicatrice bianca, simile a ossa sbiancate dal sole siciliano, un relitto silenzioso immerso in un deserto di pietra. Camminarci sopra è come attraversare la memoria stessa, sentendo ancora l’eco di una città scomparsa.



Cinque ore di sole… concesse da Giove Pluvio

Solo cinque ore. Tanto ci è stato concesso per visitare Gibellina, attraversare il Bosco di Finestrelle e, ovviamente, affrontare sterrati, fango e polvere. Per noi ciclisti MTB, un’uscita senza un po’ di terreno sconnesso non sarebbe la stessa cosa.

Cinque ore, però, sono poche per una cittadina come Gibellina, un vero e proprio museo d'arte contemporanea a cielo aperto. Ogni piazza, ogni angolo racconta una storia attraverso le opere lasciate da artisti che hanno contribuito alla rinascita di questo luogo dopo il terremoto del 1968. Un patrimonio che oggi viene riconosciuto ufficialmente: Gibellina è la vincitrice della I edizione di "Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea", un’iniziativa del Ministero della Cultura nata per "Costruire il passato del futuro" attraverso la promozione dell’arte contemporanea. Un riconoscimento che ci rende orgogliosi e che rafforza il legame tra questa città e la sua vocazione artistica.

Intanto, Giove Pluvio continua a metterci alla prova con una precisione quasi calcolata: settimane intere di bel tempo, poi arriva il weekend e il cielo si chiude. Certo, siamo favorevoli alla pioggia quando serve, ma almeno una pausa ogni tanto non guasterebbe.

Poco male, perché torneremo nel 2026, con più tempo a disposizione e, speriamo, con un meteo più clemente. Per ora, ci portiamo a casa questa esperienza e il piacere di aver pedalato tra arte e natura, nonostante le condizioni avverse. 🚴‍♂️🌧️



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Commenti

Enza
2 mesi fa

Arrivare e vedere l'enorme installazione Stella d'ingresso al Belice mi ha subito entusiasmata. Entusiasmo in crescita ad ogni pedalata tra fango e gentile doccia che mi ha riservato "simpaticamente" il nostro compagno di avventure Salvomar.
Tutto molto bello, nonostante le nuvole nere che rincorrevano le nostre ruote.
Particolare la montagna di sale con i suoi trenta cavalli.
L'installazione di Burri mi ha molto colpita. Dalle macerie alla più grande opera che copre una storia di dolore: Cretto di Burri, la città invisibile, opera suggestiva e inquietante.